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Il gioco è ambientato dopo la fine della prima GiG. Non rientra nel canone perchè gli avvenimenti del gioco non rispettano la continuity e sono ambientati in una realtà parallela a quella della serie. La Sezione 9 deve indagare su un caso di terrorismo informatico e sulle macchinazioni di un'organizzazione criminale chiamata T.A.R. Le vicende vengono narrate attraverso degli intermezzi in computer grafica. Avremmo di gran lunga preferito degli spezzoni animati, ma comunque non ci possiamo lamentare visto che sono realizzati per bene. Il doppiaggio è quello originale, quindi non abbiamo niente da dire neanche sulla qualità di quest'ultimo, che potremo apprezzare anche durante le varie comunicazioni via radio degli altri membri della Sezione 9. La grafica è ben fatta, e l'aspetto più riuscito sono senz'altro i personaggi dettagliati, seppur leggermente diversi da come li conosciamo nell'anime ma del resto, come abbiamo già detto, la storia non è canonica. L'unica pecca sono le musiche, carine ma nulla di più, se pensiamo ai fasti dell'anime, e ci chiediamo davvero come mai non siano riusciti a inserire neanche la sigla.

I personaggi controllabili sono tre: Motoko, Batou e Tachikoma, assegnati a seconda della missione che si svolge. Motoko è la più agile dei tre personaggi, riesce a spiccare salti acrobatici e può usare tanto le armi da fuoco tanto le arti marziali, mandando a segno calci in volo spettacolari. Batou è ovviamente più pesante e più avvezzo alla forza bruta, mentre le sezioni al comando di Tachikoma, più rare invero, usano una meccanica spara e fuggi. Per procedere nei livelli bisogna farsi largo tra i nemici e camminare ad altezze vertiginose, e proprio come nella serie talvolta dovremo buttarci letteralmente nel vuoto. Motoko è anche capace di hackare i nemici, per ricavarne delle informazioni, oppure può infiltrarsi nel sistema di sicurezza ad esempio per disattivare un radar antenna o aprire una porta. Il gameplay, sebbene con limiti come telecamere e collisioni non perfette, riesce con successo a restituire al giocatore quella sensazione di forza e agilità che ci si aspetterebbe da dei cyborg come Motoko o Batou. Anche la selezione delle armi è buona, immancabile la Seburo C26A ma ci sono anche i classici fucili a pompa, grantate e coltelli da lancio.. Motoko e Batou condividono le stesse armi, ma esattamente come nell'anime Batou può impugnare l'artiglieria più pesante, come il Lanciarazzi e il Lanciamissili a ricerca. Tachikoma invece può fare affidamento sulla sua fida mitragliatrice.Volendo si possono organizzare anche delle sfide multiplayer.

Il gioco tutto sommato funziona, e dando per scontato che se leggete questa pagina siete fan della serie, è indispensabile. L'azione non è certo delle più profonde o complesse, ma è divertente e vi farà provare, almeno in minima parte, l'emozione di vivere in prima persona l'universo di Ghost in the Shell.