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Nel mondo di Ghost in the Shell la mimetica termo ottica è una tecnologia conosciuta e usata spesso. Può essere usata sia dai membri umani che dai Tachikoma, e può essere installata anche sui veicoli come il tiltrotor. Non è una tecnologia priva di difetti: sfrutta il fondale degli ambienti per dare un effetto di invisibilità, e per questo cambiamenti improvvisi o impatti molto forti possono renderla inutile. É per questo che ogni tanto si vede una lieve distorzione semi-trasparente. Abbiamo anche visto come nell'episodio "Piume d'angelo", alcuni i cani e la bambina su cui è incentrata la storia riescono a percepire Batou, seppur nascosto dalla mimetica. Questo perchè la mimetizzazione non regge un'osservazione troppo vicina, e inoltre gli agenti atmosferici (in quel caso, la nave) interferiscono con la mimetica ottica. Nel primo film di GITS la mimetica ottica viene attivata portando un visore sulla testa, mentre nell'anime è stato preferito un approccio simile a quello di Metal Gear Solid, in cui la mimetica viene attivata tramite un dispositivo portatile. Dal punto di vista legale, la Sezione 9 può farne uso soltanto in casi eccezionali, mentre per il resto della popolazione è strettamente proibito.

Allo stato attuale delle cose non è stato ancora possibile far diventare questa tecnologia di uso comune, ma sono comunque in corso molti esperimenti e sono già stati prodotti alcuni prototipi. All'Università di Tokyo è stato studiato un metodo, piuttosto macchinoso, ma che nelle foto sembra proprio essere simile a quello usato dalla Sezione 9. Il prototipo è stato realizzato facendo indossare un mantello di un particolare materiale, che invece di riflettere la luce la rifrange. Una videocamera digitale nel frattempo riprende lo sfondo dietro a chi indossa il mantello. Le informazioni vengono spedite ad un computer, che rielabora le immagini calcolando la giusta prospettiva e rendendole realistiche. Il computer le invia a un proiettore che a sua volta tramite uno specchio speciale le proietta sul mantello e lascia che i raggi di luce respinti dal mantello ritornino all'occhio di chi guarda. Questo specchio speciale è chiamato "divisore del raggio" ed è diviso in due metà: una metà argentate che riflette la luce e una trasparente che trasmette la luce. Questo fa sì che l'immagine proiettata si integri con l'ambiente circostante, dando così un'impressione di realismo all'osservatore.

Il prototipo in azione

Un Tachikoma che usa la mimetica ottica

Scena iniziale di MGS 2, Snake in mimetica ottica
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